Come anticipato qualche giorno addietro, questa Segreteria Provinciale si sta muovendo in più direzioni per cercare di ottenere un adeguamento degli organici, a causa di una "pianta" ferma ancora a venti o più anni fa.
L'obiettivo finale è quello di alleggerire la pressione ed il carico di lavoro che grava sui colleghi che prestano il loro quotidiano servizio in questa provincia, siano o no incardinati in uffici impegnati "in prima linea".
Ci si dimentica troppo spesso che per raggiungere risultati apprezzabili sul territorio, (partendo dai controlli diretti, passando dai rimpatri fino ad arrivare alle indagini per la disarticolazione dei sodalizi criminali che operano sul territorio) c'è bisogno di sostenere uno sforzo immane, "operativo" e "burocratico". Il buon vecchio "pattuglione" di scelbiana memoria, ha perso ormai ogni efficacia se ad esso non seguono provvedimenti che colpiscano efficacemente i singoli........ una battaglia che, al giorno d'oggi, si combatte con la penna e non più con il manganello, anche se tutti sanno benissimo come da sempre "maneggiare" il manganello sia più semplice che usare efficacemente una penna!
La nostra provincia ha pertanto urgente bisogno sia di penne che di manganelli, entrambi in numero adeguato alle esigenze odierne: la vera emergenza è quella che investe tutti i settori della Polizia di Stato di Perugia e provincia.
A coloro che, a tutti i livelli, si ostinano a liquidare la questione con un semplicistico (e canzonatorio) "la coperta è corta", volendo evitare il confronto e la discussione, così condensando il vuoto dei propi pensieri nello slogan appena imparato al bar e facile facile da ricordare, mi pregio di far notare che, allora, dovranno decidere - ED ALLA SVELTA - con quale parte dormire al freddo... spalle o piedi!
Di seguito riporto la bozza che ha originato l'articolo pubblicato dal quotidiano "Il Messaggero" sulle pagine della cronaca di Perugia.
L'obiettivo finale è quello di alleggerire la pressione ed il carico di lavoro che grava sui colleghi che prestano il loro quotidiano servizio in questa provincia, siano o no incardinati in uffici impegnati "in prima linea".
Ci si dimentica troppo spesso che per raggiungere risultati apprezzabili sul territorio, (partendo dai controlli diretti, passando dai rimpatri fino ad arrivare alle indagini per la disarticolazione dei sodalizi criminali che operano sul territorio) c'è bisogno di sostenere uno sforzo immane, "operativo" e "burocratico". Il buon vecchio "pattuglione" di scelbiana memoria, ha perso ormai ogni efficacia se ad esso non seguono provvedimenti che colpiscano efficacemente i singoli........ una battaglia che, al giorno d'oggi, si combatte con la penna e non più con il manganello, anche se tutti sanno benissimo come da sempre "maneggiare" il manganello sia più semplice che usare efficacemente una penna!
La nostra provincia ha pertanto urgente bisogno sia di penne che di manganelli, entrambi in numero adeguato alle esigenze odierne: la vera emergenza è quella che investe tutti i settori della Polizia di Stato di Perugia e provincia.
A coloro che, a tutti i livelli, si ostinano a liquidare la questione con un semplicistico (e canzonatorio) "la coperta è corta", volendo evitare il confronto e la discussione, così condensando il vuoto dei propi pensieri nello slogan appena imparato al bar e facile facile da ricordare, mi pregio di far notare che, allora, dovranno decidere - ED ALLA SVELTA - con quale parte dormire al freddo... spalle o piedi!
Di seguito riporto la bozza che ha originato l'articolo pubblicato dal quotidiano "Il Messaggero" sulle pagine della cronaca di Perugia.
«La situazione è sotto gli occhi di tutti. Non lanciamo urla drammatiche ma siamo in emergenza. I fatti di martedì sera in centro, ma non solo, dimostrano che conviviamo con un pesante sotto organico. C’è un limite fisico». Il grido di allarme è lanciato dal sindacato autonomo di polizia (Sap) nelle figure del segretario provinciale, Fabio Tristaino, del responsabile all'istituto per sovrintendenti della polizia di Spoleto, Moreno Elia, e del responsabile per il SAP all'interno della squadra volante, Giampiero Pietraccini.
«Apprendiamo dai giornali che erano stati promessi almeno trenta poliziotti in più per Perugia, ne saremmo contenti - dicono -. Vogliamo solo il bene dei colleghi, che siano iscritti o meno fa poca differenza. E allora proponiamo che sia dato corso alle domande di trasferimento di un buon numero di colleghi umbri che lavorano in altre realtà e attualmente ferme. Gente che conosce il territorio, che sarebbe operativa da subito e che da anni spera di tornare».
La proposta del Sap di un rinforzo numerico si muove lungo un «doppio binario. Uno è quello dei trasferimenti - continuano i responsabili provinciali - l’altro è quello della possibilità di aprire presso la scuola di Spoleto un nucleo di prevenzione crimine. Non ci sarà alcun costo aggiuntivo: nel personale di 90 agenti, abbiamo trovato la disponibilità di almeno trenta colleghi non istruttori che sarebbero pronti a transitare dentro una struttura che troverebbe giusta collocazione all’interno della scuola».
L’effetto immediato sarebbe «almeno trenta poliziotti subito su strada e senza limiti di territorialità che potrebbero operare spostandosi in tutta la regione, essere importante fonte di alimentazione per la banca dati, e provare a prevenire fenomeni come quelli avvenuti in centro».